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DEPOIMENTO TRENTINO


Por Gláucia de Tassis

 

FAMIGLIA DE TASSIS

Ir atrás de nossas origens é como procurar o caminho de volta pra casa... E quanto conforto quando se encontra!


Andai a Espírito Santo in cerca di notizie sulla vita del mio bisnonno Pietro Detassi, dovunque lui fu stato, segui le sue tracce perchè voglio richiedere la nostra cittadinanza e necessito tutti i suoi dati.

Il mio viaggio è stato belíssimo! Ho potuto sentire questo mondo piccolo e meraviglioso, questo universo di umanità, di ricchezza, emozioni e umorismo che è la nostra storia.

            Sono tornata amando più la mia famiglia e capendo le nostri origini.

           Ho trovato persone molto semplici, ditta grosse, mani callose, occhi azzurri e un accento forte con “erres” e di suoni terminati em “on” (facon, mon, pon, corazon...).

           Ho incontrato parenti e amici – um popolo allegro, ospitale, cucina casalinga, cibo in abbondanza, molto vino rosso e cuori grandi.

          Non vidi ricchezze, macchine care, vestiti alla moda o ville. Ma vidi quello che è la più bella cosa negli esseri umani : l´autenticità!

          Sono entrata in una macchina del tempo e vissi storie orribili di viaggi in nave, le lotte la fame, freddo, difficoltà, molte malattie, ma anche molto corraggio, molta unione, allegrie, molto vino, molte speranze...

          Vidi piantagioni, ferrovie e belle stazioni di treno, anche se alcune di loro abbandonate e mezzo destrutte... Che peccato, mi ha stretto il cuore vedere parte della nostra storia essere sottomessa all´abbandono e al disdegno.

          Vidi piantagioni di caffè, di mandarini, zenzero, giobocabe e arance.

          Vidi l´esistenza dello stato di Espírito Santo grazie al lavoro degli italiani.

          Quando feci questo viaggio, non sapevo che il mio bisnonno mi aspettava là...

          Sono arrivata alla città di Araguaia alla sera. Non c´erano allberghi. Ho ricordato di un´amica i cui genitori abitavano là. Telefonato a lei, andai a cercare la casa dei suoi genitori. Quando arrivai dissi a loro che ho cercavo informazioni del mio bisnono Pietro Detassi. C´era una nonna, di 98 anni, in quella casa... Quando lei ascoltò il nome del mio bisnonno, si alzò dalla sedia e mi abbracciò forte. Mi portó nella sua stanza da letto e mi mostrò tutti i mobili e disse che erano stati un regalo di nozze del mio bisnonno, fatti da lui...Io non ci credevo! Non era uma coincidenza, ma un segnale.

          Io amavo quel suo accento. Lei mi disse che c´erano molti mobili ed altari in un museo della città, e che le porte del Palazzo del Governo di Vitória erano state fatte da lui. Quanta emozione a vedere tutti quei pezzi in un museo con il suo nome.

          Mio bisnonno fu falagname, medico e giudice. Curò molti malati dalla febbre. Ha amputato la gamba di um signore usando la seghetta e cachaça como anestetico.

           La Sig. Maria disse che a pochi chilometri abitava D. Maria Presti e che lei conosceva di più Pietro.

Ho dormito e ho seguito viaggio alla matina. Fu una belíssima permanenza!

Sono andata a trovare la Sig. Maria Presti, con i suoi 103 anni, e quando dissi che ero la gran nipote di Pietro Detassi, lei mi abbraciò con gli occhi pieni di lacrime e ripeteva: “Dio mio, una discendente di Pietro Detassi, un santo uomo!”.

Noi abbiamo passato il pomeriggio intero a conversare e a bere un buon caffelatte caldo e biscotti. Amavo più le storie e l´accento che lo spuntino...

Mi mostrò dove lui abitava e come è arrivato in Brasile, nella stiva, nascosto dentro di una cassa di legna nella Nave Las Palmas, per 28 giorni e arrivò in Porto Benevente, oggi Anchieta. La famiglia di Nicolau Serafim lo aiutò portando gli del cibo... Per questo non trovavo il suo nome nelle infinite liste di passeggeri che venivano dall´Italia in quel periodo... Lui era là, dentro di una cassa di legno portando in cuore speranze e sogni.

Ed ho ricordato: “Ma mia bisnonna si chiamava Giacoma Serafim...”

Pietro si sposò, più tardi, con la figlia di Nicolau Serafim e allora cominciava la nostra famiglia ei suoi discendenti.

Mi ricordai con nostalgia dei miei nonni e volli che il tempo ritornasse.

Ho percorso allora gli uffici di registro in Araguaia, Matilde, Alfredo Chaves, Vitória e Vila Velha prendendo gli originali di tutti i certificati che necessitavo.

Sono ritornata da questo viaggio desiderando molto la mia cittadinanza italiana perche sentii il che solamente un Detassi - Pietro, un ragazzo di 17 anni, che arrivò in América con solo una cassa da falagname – lasciò in molti musei e nei cuori delle persone molto rispetto. Lui era rispetatto e amato da tutti! Un uomo di bene e per bene...

Sentii come è forte nel mio sangue, quanto amo questo popolo, la sua coltura, il suo lavoro e le mie origini.

Questo tipo di orgoglio è un sentimento che mi fà sentire grande, questo fà con che io voglia essere onorata, come questa storia di Pietro.

Grazie, bisnonno, Pietro Detassi!

Grazie, nonno, Giuseppe de Tassis

e grazie, a mio padre, Alcides de Tassis!


Con amore,

Gláucia de Tassis

11.03.2007

                                                                                       

Gláucia è studente della lingua italiana - livello intermediario

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